Ecoprogetto Milano
Impianto di digestione anaerobica ALBAIRATE (MI)

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La nuova sezione di digestione anaerobica dell’impianto di Albairate, situato nel parco Agricolo Sud, nella parte ovest della provincia di Milano, è destinata al trattamento dei rifiuti organici urbani e alla produzione di energia elettrica e termica mediante la produzione di biogas.

Il processo è organizzato in due distinte aree disposte in serie. Nella prima si sviluppa il processo di biodigestione anaerobica, in cui le biomasse conferite subiscono una conversione di tipo biochimico che porta alla produzione di biogas e di un prodotto intermedio derivante dal fango digerito (digestato); nella seconda viene attuata la trasformazione del digestato in un ammendante del terreno di qualità (compost).

L’impianto può trattare 90.000 tonnellate di rifuti organici differenziati. Ha una potenza elettrica installata di 2 MW, per una produzione annua di circa 14 milioni di kWh, immessi in rete al netto degli autoconsumi dell’impianto, e ha una potenza totale di 2 MW termici.

Oltre al biogas, che genera appunto energia elettrica, la materia solida viene lavorata per la produzione di circa 15.000 tonnellate di ammendante compostato misto, il compost, un fertilizzante per l ́utilizzo in agricoltura a pieno campo, molto richiesto per colture biologiche, certificato secondo la normativa di settore.

 

 DESCRIZIONE DEL PROCESSO

1. RICEZIONE E PRETRATTAMENTO MECCANICO
La fase iniziale di trattamento della FORSU è finalizzata all’eliminazione delle sostanze pesanti e degli inerti non putrescibili. La biomassa estratta da questa prima operazione, previa separazione dei materiali di disturbo incompatibili con il ciclo di trattamento e diluizione della materia organica, viene avviata alla fase di fermentazione. 

2. DIGESTIONE ANAEROBICA 

A. DIGESTORE

Il substrato, preliminarmente riscaldato e portato alla temperatura di 38°C è condotto al digestore, alimentato più volte al giorno, in cui si sviluppa il processo biochimico anaerobico ad opera di batteri metanigeni. Il materiale è continuamente mescolato per mezzo di agitatori verticali e lance di ricircolo biogas che evitano fenomeni di sedimentazione e garantiscono l’omogeneizzazione dello stesso ed il mantenimento costante del pH e della temperatura del substrato all’interno del digestore. In questa fase si producono biogas, avviato ad un gasometro per il successivo recupero energetico, e digestato avviato invece alla disidratazione e al successivo stadio di post-fermentazione.

B. IMPIANTO DI COGENERAZIONE

Lo sfruttamento energetico del biogas avviene tramite combustione in un motore cogenerativo. L’energia termica generata è utilizzata per i consumi interni dell’impianto ed eventualmente disponibile anche per la rete pubblica di teleriscaldamento.

C. DISIDRATAZIONE DEI RESIDUI DI FERMENTAZIONE

Il substrato in uscita dal digestore viene trattato in centrifughe, in modo da separare la fase liquida dalla fase solida. La fase liquida separata viene ricircolata nel processo mentre l’acqua in eccesso viene avviata all’impianto di depurazione interno e quindi alla fognatura pubblica. Il materiale disidratato viene avviato alla fase di compostaggio aerobico, previa miscelazione con le matrici strutturanti triturate.

3. COMPOSTAGGIO AEROBICO
Terminata la fase di miscelazione, il materiale viene caricato all’interno delle celle in cui avviene il processo di biossidazione accelerata. Al termine della fase di compostaggio aerobico si ottiene un compost di qualità da impiegare come ammendante organico in agricoltura o per ripristini ambientali.